“Come rinnoviamo il logo Terremerse?”
“Manteniamo il segno, altrimenti non ci si riconosceranno mai!”
“Nooo, altri diec’anni con ‘sti baffi che non sappiamo mai dove metterli?”
“Magari li spostiamo, almeno così non combattiamo più tra allineamento ottico e geometrico.”
“Se non li togliamo ‘sta volta, non li togliamo più! Salviamo il carattere: il DIN è sempre modernissimo e una azienda come Terremerse ci si può riconoscere ancora per una vita.”
“…e farsi riconoscere!”

E così siamo partiti.
La scelta di abbandonare il grafismo e di non sostituirlo con uno nuovo, al di là delle questioni tecniche ;-), è stata compiuta per fare in modo che fosse il nome stesso, nella sua essenza, a denotare l’azienda. Per questo è stato deciso quell’intervento, che non è di “taglio” (come si potrebbe dire per comodità), ma di “emersione” da un livello che nasconde ancora parzialmente i caratteri, tranne che per la “e” centrale. Per lo stesso motivo abbiamo abbandonato quel verde erba, un po’ impersonale, prediligendo un tono che sapesse aggiungere un tocco di originalità.
Tutto questo porta un linguaggio più “pulito” da una parte, ma soprattutto univoco, diretto: l’azienda ha una consapevolezza del proprio pensare e del proprio agire che si coglie, finalmente, anche nella sua immagine.

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