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Il retargeting a scatto fisso



Lo ammetto: da qualche mese mi frulla per la testa l’idea di comprare una bici a scatto fisso. Sarà la primavera alle porte, saranno le linee essenziali e pulite, tant’è che, anche se non ho ancora deciso, di tanto in tanto butto un occhio in rete e, come d’abitudine, passo dai principali market place. Penso di essere uno dei pochi a cui piace farsi male con le proprie mani; la mia è una strategia al contrario, nella logica del farmi venir ancor più voglia, per cui cerco, seleziono, leggo, verifico ed esco. Ovviamente da quel momento inizia una grandinata di proposte dell’articolo appena visionato o di articoli simili nei miei abituali siti e sui canali Social.

Ma anche quando si parla di web con i clienti, ancor prima di affrontare e analizzare l’opportunità di campagne online, dal display advertising all’adwords ai Social, spesso vien posta la domanda: “ma come è possibile che se cerco una tal cosa, poi me la vedo riproposta dappertutto? Posso fare anch’io così, con i miei prodotti?”.

Beh, sì è possibile: si chiama retargeting ed è una strategia di marketing. Durante la navigazione accade, ad esempio, che nel momento in cui un utente visita un sito, il browser che sta utilizzando riceve un cookie anonimo che permetterà di identificarlo e identificare (per farla breve) i suoi interessi; a meno che l’utente stesso non abbia disabilitato di sua spontanea volontà i cookie dalle preferenze del browser (si identifica il “passaggio” sul sito, non i dati personali dell’utente che è passato). Tale cookie è il dato che serve, perché alla navigazione successiva, permetterà al nostro fornitore del servizio di remarketing di riconoscere che l’utente ha visitato il sito, e quindi di far visualizzare, negli appositi spazi, annunci pubblicitari mirati. Questo è un esempio di ciò che accade con le campagne su Rete Display di Google.

Mi sono s-piegato?

Con questo articolo voglio trasmettere il nostro approccio al retargeting. Per un dettaglio maggiore su quanto ho solo accennato pubblicheremo a breve sul blog due articoli specifici: uno sul retargeting su rete Google (Remarketing) e uno sul retargeting sui social networking sites.

Perché pensiamo che ci si debba affidare a noi per il Retargeting?

Dal mio punto di vista il retargeting in alcuni casi è un’opportunità reale da gestire con criterio, né più né meno di tutte le attività di comunicazione di un Cliente. In qualche modo è una forma di comunicazione “push” verso l’utente: l’essere diventato rintracciabile lo porta a chiedersi come sia possibile, talvolta immaginando violazioni di non si sa che genere di dati sensibili e privacy e quindi si può rischiare di sortire l’effetto contrario…
Anche per questo, una corretta pianificazione, non solo nei canali ma soprattutto nella tipologia dei messaggi, deve cercare di “richiamare” alla Call to action non con la riproposizione identica del prodotto, ma, preferibilmente, cercando sempre di aggiungere qualcosa in più; ad esempio rendendo l’offerta più vantaggiosa, fino a proporre un prodotto differente ma coerente. Il bombardamento ridondante e continuo dello stesso prodotto appena visto può essere letto negativamente.

I canali di retargeting principali che voglio citare sono: Facebook sidebar, Facebook e Twitter Newsfeed per i Social e Display Network per il web, pianificabili attraverso piattaforme di retargeting che ci aiutano a gestire al meglio le attività, quali: Adroll, Retargeter oltre a Google Remarketing e Facebook.

Cosa facciamo con i clienti.

Stabiliamo insieme gli obiettivi, scegliamo i canali e la piattaforma da utilizzare, quindi costruiamo il messaggio, considerando prioritario che i contenuti (immagine, headline, claim, logo, ecc.) richiamino alla Call to action stabilita, ovvero che sia evidente il richiamo a far compiere all’utente l’azione che vogliamo che compia (acquisto di un prodotto, scarico di un materiale, registrazione ecc.). Ultimo step, definire un budget di partenza che ci permetta di attivare possibilmente più di un’azione coordinata, anche per un tempo limitato (un mese), in modo da poter verificare l’efficacia delle varie soluzioni, controllando quale ha performato meglio in ottica di:

  • Tasso di conversione (percentuale di visitatori unici che hanno effettuato l’operazione da noi desiderata visitando il sito = conversioni/visiteX100)
  • ROI ovvero del Ritorno sull’investimento (Fatturato generato-Costi/CostiX100).

In conclusione, il retargeting esiste e può essere un’opportunità, adesso però vi lascio perché stanno comparendo banner di offerte per un week end a Barcellona, chissà perché… 😀

Enrico

One Trackback

  1. […] e oltre” e condiviso il nostro approccio a questa straordinaria opportunità nell’articolo “Il retargeting a scatto fisso”. Un’opportunità che si può declinare, a seconda delle esigenze e di chi la utilizza, per […]

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